L’Italia ha speso al 31 dicembre 2023 45,6 miliardi sui 101,93 miliardi ricevuti, cioè meno della metà. E’ quanto si legge nella quarta relazione sull’attuazione del Pnrr, ora all’esame della Cabina di regia riunita a Palazzo Chigi e presieduta dal ministro Raffaele Fitto. “Il nostro Paese, al 31 dicembre 2023, ha ottenuto 101,93 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 52% del totale del Pnrr, comprensivi del prefinanziamento iniziale – si legge nel testo – Alla data del 31 dicembre 2023, in base ai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze le spese sostenute risultano pari a circa 45,6 miliardi di euro che espone il relativo riparto per Amministrazioni centrali titolari delle misure”. Il dato “si riferisce al Pnrr ante revisione, il quale considera anche le spese (pari a circa 2,6 miliardi di euro) relative alle misure spostate dal Piano per effetto della decisione del Consiglio Ecofin dell’8 dicembre 2023. La spesa effettuata nel 2023 è stata di 21,1 miliardi di euro, valore di poco inferiore a quanto registrato cumulativamente nel biennio 2021-2022″, pari a 23 miliardi. Da notare che nella Nadef il governo aveva previsto una spesa di 40,9 miliardi.

La premier Giorgia Meloni durante la riunione ha rivendicato l’ottenimento della terza e quarta rata grazie ai risultati riconosciuti nel Rapporto della Commissione europea sulla Valutazione intermedia del Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Ma ha anche avvertito che “un’accelerazione decisiva per l’incremento della spesa delle risorse stanziate e per la rapida implementazione delle nuove misure inserite nel Piano”, visto che nel 2024 dovremmo “misurarci con il conseguimento dei 39 obiettivi e traguardi associati alla sesta rata, pari a 9,6 miliardi di euro, e dei 74 obiettivi e traguardi connessi alla settima rata, pari a 19,6 miliardi di euro”. E manca ancora all’appello il decreto chiamato ad attuare la revisione approvata lo scorso novembre dalla Commissione Ue: l’approdo in consiglio dei ministri slitta da settimane.