Mentre la Polizia federale faceva irruzione nella villa di famiglia, a due passi dalla spiaggia di Mambucaba ad Angra dos Reis, l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro e il figlio consigliere comunale a Rio, Carlos, si allontanavano in barca nella baia per una battuta di pesca. Dietro di sé i due si sarebbero però lasciati ciò che più interessava agli investigatori: computer e telefoni il cui contenuto è considerato cruciale per provare il coinvolgimento, in particolare di Carlos, in un’attività di spionaggio illegale da parte di funzionari infedeli dell’Agenzia di intelligence brasiliana (Abin) contro presunti oppositori politici dell’ex capo dello Stato. Tra i computer sequestrati ci sarebbe infatti anche uno di proprietà dell’Abin.
Gli inquirenti sono arrivati a Carlos dopo le analisi tecniche effettuate su sei computer e 11 cellulari sequestrati la scorsa settimana all’ex direttore dell’Abin, oggi deputato federale, Alexandre Ramagem, amico di famiglia dei Bolsonaro divenuto figura centrale dell’inchiesta sull’esistenza della struttura clandestina all’interno dell’agenzia, creata per raccogliere informazioni amministratori ed alte cariche dello Stato considerati ostili al governo. Tra le almeno 30mila persone ‘spiate’ illegalmente nel corso dei primi tre anni del governo Bolsonaro ci sarebbero i giudici della Corte suprema Gilmar Mendes e Alexandre de Moraes, l’ex presidente della Camera Rodrigo Maia e l’ex governatore del Ceará, oggi ministro dell’Istruzione, Camilo Santana. Ma le vittime potrebbero essere molte di più.






