Dopo quelle dei giorni scorsi, proseguiamo e ultimiamo la pubblicazione delle testimonianze inviate dai nostri lettori sul Giorno della Memoria.

Le misere giornate della “mia memoria” sono in assoluto nulla se confrontate con le sciagure dell’Olocausto e dell’immane tragedia provocata dal nazifascismo, anche se hanno rubato a me e a tanti altri bambini del ’40 quella infanzia che non abbiamo mai vissuto. Ora sono vecchio, uno di quei vecchi che non sono stati mai bambini. Non lo si poteva essere in quei terribili anni ’40 vissuti in una Napoli distrutta dai bombardamenti, umiliata dalla miseria e dalla fame e lacerata da migliaia di vittime che insieme ai milioni di morti in tutto il mondo pagarono con la vita le diaboliche ambizioni di due esaltati. Questo angoscioso ricordo vorrei che lo conoscessero in particolare quei giovani fanatici che esibiscono il saluto romano e quel 17% di italiani che negano la Shoah, le leggi razziali e lo sterminio di oltre sei milioni di ebrei. Ma cosa ne sanno di quella sventura i ragazzi che oggi godono di cose che a noi degli anni ‘30/40 non era neppure permesso di sognare? Mancava tutto, abbondava solo la paura, che diventava terrore quando improvvisamente di notte le sirene annunciavano l’arrivo dei bombardieri e si doveva scappare nei ricoveri sotterranei. Ora che sono così vecchio rivedo sempre più spesso mia madre piangere davanti alla dispensa vuota e al focolare spento. Quanti sacrifici per preparare un poco di pane con un pugno di farina mischiata alla segatura e una zuppa con le bucce di piselli, fave e patate. Non meno duro è stato il dopoguerra: abitazioni distrutte, condizioni di vita difficilissime, miseria e mancanza di ogni bene di prima necessità. La mia mente è affollata dai ricordi degli stenti di noi bambini d’allora, a cominciare dal desiderio di una fetta di pane. Ci pensate? Un poco di pane chiedevamo, non una porzione di timballo di maccheroni o un pollo arrosto o una fetta di torta, solo un poco di pane… un poco di quel pane fatto con un pugno di farina e due di segatura…