Vittorie su vittorie, sorpassi e controsorpassi, lepri e cacciatori, guardie e ladri, hanno messo in mezzo persino Sinner e Djokovic: dopo settimane di sfida a distanza, adesso ci siamo. Inter e Juventus si ritroveranno faccia a faccia, sul campo, al confronto finale.
È la settimana che inevitabilmente deciderà lo scudetto, o almeno potrebbe farlo. Non pervenuto il Napoli campione d’Italia, staccato il Milan che ha pagato a caro prezzo quel mese e mezzo negativo a cavallo tra ottobre e dicembre (ma comunque pare una spanna sotto), Inter e Juve stanno dando vita ad un testa a testa entusiasmante, e per certi versi estenuante, in un clima intossicato anche da continue recriminazioni arbitrali frutto dei veleni della passata stagione (e siamo ancora a gennaio, figuriamoci dovessimo arrivare così a maggio). Merito di entrambe, e forse soprattutto dei bianconeri. Perché se era lecito aspettarsi un campionato di vertice dai nerazzurri dopo la finale di Istanbul (certo, non a questa andatura folle), era più difficile credere alla capacità di Allegri di ricostruire una squadra immediatamente da scudetto, anche se si tende troppo a sottovalutare la rosa bianconera, che vanta comunque acquisti da 50 o 70 milioni, e l’assenza delle coppe è un fattore.






