Dimissioni e attacco, durissimo, al capo supremo. Con la stessa classe che aveva in campo, Zvominir Boban ha deciso di farsi da parte per non tradire se stesso: mollare il ruolo di Chief of Football della Uefa e spiegare perché è profondamente pericoloso il piano orchestrato da Aleksander Ceferin, il presidente della massimo organismo di governo del pallone in Europa. Boban ha scritto una lettera aperta nella quale critica proprio colui che lo aveva chiamato in ruolo apicale dell’Uefa, mostrando aperto dissenso per la strategia di Ceferin: modificare lo statuto, eliminare la regola dei tre mandati e ricandidarsi ancora una volta, per rimanere in carica il più a lungo possibile. “Dopo aver manifestato la mia più grande preoccupazione e il mio totale dissenso, il presidente mi ha risposto che per lui non c’è nessun problema legale né tantomeno etico-morale – e che avrebbe perseguito senza alcun dubbio la propria aspirazione”, scrive Boban. Che ne trae le conseguenze: “È con dolore e con il cuore pesante che non ho altra scelta che lasciare la Uefa”.

Le turbolenze all’interno della Uefa, alimentate dal grandeur del presidente Ceferin, hanno portato quindi a una prima reale conseguenza. Boban ricopriva da tre anni il ruolo di Chief of Football. L’ex stella della Croazia e del Milan è il primo ad avere il coraggio di manifestare pubblicamente un crescente malcontento nei confronti della leadership di Ceferin da quando l’avvocato sloveno è stato rieletto lo scorso aprile per prolungare la presidenza iniziata nel 2016. E lo stesso Boban nella sua lettera non manca di sottolinearlo: “Non faccio il fenomeno, perché di certo non sono l’unico a pensarla così”.