Ci sono stati trapianti al limite del possibile, interventi domino, l’utilizzo di un organo di 97enne e tanti passi avanti per la ricerca. Ma il 2023 è stato un anno particolare e da record non solo per i progressi della scienza. Le donazioni e i trapianti di organi, tessuti e cellule il 2023 è stato senza precedenti: l’attività della Rete trapiantologica italiana ha ottenuto praticamente in tutti gli indicatori i migliori risultati mai realizzati nella storia del nostro Paese.

I dati sono stati presentati dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e dal direttore del Centro nazionale trapianti, Massimo Cardillo, in apertura degli Stati generali della Rete trapianti, che riuniscono a Roma fino a venerdì oltre 400 operatori da tutta Italia. Per la prima volta le donazioni di organi hanno superato quota duemila, attestandosi a 2.042 (+11,6%), mentre i trapianti hanno ampiamente oltrepassato il muro, finora mai valicato, dei quattromila interventi in un anno: nel 2023 sono stati realizzati 4.462 trapianti di organi, 586 in più rispetto al 2022 (+15,1%). Si tratta, in entrambi i casi, non solo delle cifre assolute più alte di sempre, ma anche delle percentuali di crescita annuali più elevate mai ottenute.