Vien quasi voglia di tornare a scuola per sentirsi dire che sì, ci siamo impegnati di più e si vede o un «ti chiederò più spesso come stai» o un «ti voglio bene» seguito da un cuoricino. Rosso. Non sono voti, né giudizi, ma messaggi e annotazioni quelli scritti – e in alcuni casi ripostati su Instagram - da Gabriele Camelo, maestro di italiano e inglese all’istituto comprensivo “Rita Borsellino” di Palermo. Come spiega Orizzonte Scuola «anziché limitarsi a un voto, Gabriele fornisce suggerimenti e giudizi emotivi, mirando a creare un impatto più significativo sullo sviluppo personale e scolastico degli studenti». Il suo metodo si basa sull’idea che il quaderno di scuola è «il cuore della didattica» e «una finestra sulla scuola per le famiglie».
I messaggi lasciati sui quaderni dei bimbi
Ecco perché il maestro Gabriele impugna la penna rossa e scrive. «Helena, molti compiti non sono stati svolti e le schede non incollate. Quando fai i compiti sei brava e ti stimo. Posso aiutarti a impegnarti di più?». «Serena sono molto contento di te, il tuo quaderno è bellissimo e ben fatto. A volte ho difficoltà a capire se sei felice o sei triste, se sei d’accordo ti chiederò più spesso “come stai”?». Da lacrimuccia, chi non vorrebbe ricevere un messaggio così? Ancora. «Diego sono contentissimo di te, ho visto che ti sei impegnato a colorare meglio ottimo (cuoricino) Scrivi molto bene e hai svolto tutti gli esercizi, sono fiero di te». «Non faccio nulla di speciale – si schermisce il maestro Gabriele, abituato a raccontare la sua quotidianità su Instagram -. Ogni insegnante crea un rapporto di fiducia coi propri alunni, a modo suo. Io li motivo con delle frasi, perché senza una motivazione non si fa nulla nella vita».






