Invasione granchio blu, è scontro sulla ristorazione: «Per contenerlo, non basta mangiarlo. Ci sono il 70 per cento di vongole in meno». La proposta

NORDEST > VENEZIA

Domenica 21 Gennaio 2024 di Diego Degan

CHIOGGIA - Ucciderlo per mangiarlo o, semplicemente, ucciderlo e smaltirlo in qualche modo? Da quando il problema del granchio blu è salito alla ribalta, attorno a questa domanda si è innescato un acceso dibattito.

E le risposte non sono unanimi. Il granchio blu è entrato nei menù di diversi ristoranti di Chioggia, è stato organizzato anche un evento specifico in riva Vena ("Cosa bolle in pentola") e, da qualche mese, un pastificio di Padova ha messo in commercio i ravioli al granchio blu, affiancando la produzione ad una campagna pubblicitaria che ha già permesso di esportare il prodotto in Francia. Di pochi giorni fa la notizia dell'inserimento dei nuovi ravioli nei menù dei ristoranti del gruppo di Eataly (Torino Lingotto, Milano Smeraldo, Roma Ostiense, Genova e Trieste), con una ricetta a base di burro fuso ed erbe aromatiche. «Il nostro granchio dicono i titolari del pastificio - proviene esclusivamente dal Mar Adriatico, e il suo consumo aiuta a promuovere tutta l'economia del territorio in maniera sostenibile a partire dalla pesca».