Bankitalia sostiene che le famiglie meno abbienti possano contare principalmente sul possesso dell’abitazione mentre quelle più benestanti detengano un portafoglio più diversificato in azioni, depositi, polizze. La composizione del portafoglio delle famiglie per classe di ricchezza ha subito significative variazioni fra il 2010 e il 2022. In un periodo caratterizzato da una generale flessione dei prezzi degli immobili, il peso delle abitazioni è sceso dal 55,8 al 50,2% a livello aggregato; tuttavia, per le famiglie più povere è cresciuto di quattro punti percentuali. La riduzione del peso dei titoli di debito è stata particolarmente accentuata per la parte più ricca, con un calo di oltre sette punti percentuali, a fronte di un rilevante aumento del peso di azioni, assicurazioni ramo vita e quote di fondi comuni. La crescita del peso dei depositi ha invece accomunato tutte le classi di ricchezza considerate, ma in maniera più forte quella centrale. C’è un altro dato interessante e che risalta ancora maggiormente per le famiglie povere: l’indebitamento. Il rapporto tra debiti e attività per le famiglie più povere, che hanno maggiore necessità di finanziamento per le proprie esigenze di spesa, è salito rapidamente tra il 2010 e il 2014, per poi riportarsi nel 2016 ai livelli iniziali mentre dal 2018 in poi è tornato a crescere leggermente, ad eccezione del temporaneo crollo durante la crisi pandemica.
Ricchezza, in Italia la metà è in mano al 5% delle famiglie: i dati Bankitalia
Il 5% delle famiglie italiane possiede il 46% della ricchezza totale. La metà più povera può contare su meno dell’8%. Le famiglie meno abbienti possono contare sulla casa di proprietà, le più benestanti su un portafoglio diversificato in azioni, depositi e polizze








