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"Il cinque per cento delle famiglie italiane più ricche possiede circa il 46 per cento della ricchezza netta totale". E' quanto si legge da un'analisi condotta dalla Banca d'Italia nell'ambito Bce sui Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie, secondo cui "i principali indici di disuguaglianza sono rimasti sostanzialmente stabili tra il 2017 e il 2022, dopo essere aumentati tra il 2010 e il 2016". Lo studio evidenzia come le famiglie meno abbienti possano contare principalmente sul possesso dell'abitazione, che incide per poco meno del 75% (in crescita dal 70% del 2010), mentre quelle più benestanti detengano un portafoglio più diversificato in azioni, depositi, polizze. La ricchezza mediana (ossia il valore di mezzo tra minimo e massimo) si situa intorno ai 150mila euro, stabile. Mentre la ricchezza media sale a 170mila euro dai circa 150mila del 2018.
Tra i “ricchi” la casa incide solo per il 35,7% (in calo dal 41,4% del 2010) mentre hanno un peso molto più consistente azioni e partecipazioni (circa il 20% del patrimonio), polizze assicurative e fondi comuni (un altro 18%). L’Italia rimane sotto la media Ue per quanto concerne la distribuzione della ricchezza, in linea con i valori della Francia e sotto alla Germania, paese in cui il grado di diseguaglianza in termini di ricchezza (non di redditi) è più marcato.
