È “dossieraggio di Stato“, fatto per “delegittimare gli avversari”. Peppe Provenzano e Sandro Ruotolo, componenti della segreteria nazionale del Pd, analizzano così il caso del video risalente al 25 agosto 2018 postato dal vicepremier Matteo Salvini sul suo profilo Facebook. Il video riprende la manifestazione contro il blocco dei migranti sulla nave Diciotti, voluto da Salvini stesso, allora ministro. Il leader della Lega lo ha pubblicato 5 anni dopo per evidenziare la partecipazione alla protesta della giudice Iolanda Apostolico, in questi giorni è al centro delle cronache per aver disapplicato il decreto Cutro sull’immigrazione. Quelle immagini però non sono state girate da un reporter, ma sembra proprio la ripresa fatta da un uomo che si trovava in mezzo al cordone di agenti della Polizia, come mostra questo video realizzato in esclusiva dal fattoquotidiano.it.
Il primo a sollevare il caso è stato il deputato M5s Luciano Cantone, che già giovedì 5 ottobre ha annunciato un’interrogazione parlamentare per capire da dove arriva il video postato su Twitter da Salvini. “Come fa il ministro ad avere un video del genere adesso e a usarlo come arma politica? Non posso credere che Salvini utilizzi la Polizia come propria milizia personale e che addirittura riceva imbeccate per affossare una giudice”, ha scritto Cantone su Facebook annunciando la sua interrogazione. Oggi in Aula alla Camera è intervenuta Vittoria Baldino, vicepresidente del M5s: “Come fa il ministro a essere entrato in possesso del video? E’ in corso una schedatura dei manifestanti? Viene usata per attività di dossieraggio? Per alimentare odio e rancore contro un magistrato che ha emesso un atto non gradito a questo governo?”. Baldino aggiunge: “Pare che questo video, del quale è entrato in possesso il ministro, sia stato filmato da dietro al muro creato dalla Digos e sembrerebbe filmato da un soggetto ben identificato”.







