Il percorso per la processione del venerdì santo di Cerda (Palermo) era già stato stabilito dal questore, ma quel percorso non stava bene al sindaco, il leghista Salvatore Geraci, perché non passava da Piazza Generale Cascino, dove vive il boss Vincenzo Civiletto. Nonostante l’espresso divieto della questura di Palermo, quindi, la piazza della casa del boss andava reinserita e per questo Geraci ha strigliato il capo della municipale, minacciandolo di ripercussioni puntualmente arrivate: un’azione disciplinare con tanto di multa. Questo è quanto è stato ricostruito dalla procura di Termini Imerese, guidata da Ambrogio Cartosio, che ha indagato Geraci con l’accusa di tentata concussione, abuso d’ufficio e minaccia aggravata. Ed è ora bufera sul sindaco di Cerda. Geraci, primo cittadino dal 2018, è stato riconfermato alle scorse amministrative di maggio, ed è anche deputato all’Ars. Inizialmente eletto tra le file del partito di Cateno De Luca con più di 4mila voti, e passato lo scorso agosto – cioè a meno di un anno dalle elezioni – nel partito di Matteo Salvini. Soprattutto Geraci figura tra i membri della commissione regionale Antimafia guidata dal dem Antonello Cracolici.

“Io te la metto nel c… così come te l’ho sempre messa nel c… a te e ai tuoi amici”: così si sarebbe rivolto Geraci parlando con Giuseppe Biondolillo, capo della polizia municipale. Con un ordine preciso: “Quando parlo io devi stare fermo, zitto e sull’attenti, non gesticolare. Ti ho dato una possibilità e te la sei giocata, tu devi fare ciò che ti dico io. Prendi carta e penna e scrivi al questore e guai a te se stasera per la processione fai una cosa diversa”. Questi sono i fatti accaduti nell’aprile del 2022, così come ricostruiti dalla procura imerese e riportati nell’avviso di conclusione delle indagini. Il tutto per poter far passare la processione sotto casa di Civiletto – arrestato nell’operazione Black Cat che portò in carcere nel 2016 boss e gregari delle Madonie – condannato lo scorso maggio per associazione mafiosa nell’Appello bis a otto anni e dieci mesi. Tutto con lo scopo di ottenere consenso elettorale da parte della comunità cerdese e il favore del comitato della Madonna Addolorata di Cerda.