Ormai è un dato di fatto: il cicloturismo non è più un fenomeno di nicchia, ma una voce sempre più importante del comparto turistico, uno dei “nuovi turismi” emozionali ed esperienziali a più rapida crescita. A certificarlo è “Viaggiare con la bici 2023- terzo Rapporto nazionale sul cicloturismo” curato da Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) in collaborazione con Legambiente e presentato alla Fiera del Cicloturismo di Bologna.
E a testimoniarlo è il raddoppio del numero dei cicloturisti “puri” aumentati dai circa 4 milioni del 2019 a più di 9 milioni del 2022; si tratta di turisti italiani e stranieri che scelgono il nostro Paese per una vacanza su due ruote, «generando nelle destinazioni che li ospitano un impatto economico stimato in oltre 1 miliardo di euro».
Ci sono poi quei turisti, mossi da altre motivazioni, che trascorrono parte della vacanza utilizzando la bicicletta: nel 2022 si stimano siano stati quasi 24 milioni le presenze turistiche riconducibili a questa categoria, per una spesa sul territorio pari quasi a 3 miliardi di euro.
Complessivamente, tra cicloturisti puri e turisti in bicicletta si stimano più di 33 milioni di presenze (il 4,3% di quelle stimate per la destinazione Italia) per un impatto economico di oltre 4 miliardi di euro per il 2022.






