Solo nel quarto trimestre l’utile contabile è balzato a 1,07 miliardi dai 179 milioni di un anno prima e superiore agli 880 milioni stimati dagli analisti. L’anno scorso i proventi operativi netti sono saliti del 3,3% a 21,5 miliardi, con interessi netti che, grazie all’aumento dei tassi Bce, sono schizzati del 20,2% a 9,5 miliardi; le commissioni nette sono in calo del 6,4% a 8,9 miliardi. Il consiglio di amministrazione di Ca’ de Sass ha deciso di avviare un buyback per 1,7 miliardi autorizzato dall’Eurotower. Non solo: verrà proposta la distribuzione di 3,05 miliardi di euro di dividendi sull’utile 2022, corrispondente a un payout ratio del 70% dell’utile netto, che, tenendo conto dell’acconto dividendi da 1,4 miliardi pagato a novembre, porta alla distribuzione di 1,64 miliardi cash a saldo. Lo stacco avverrà il 24 maggio. Il saldo della cedola è 8,68 centesimi di euro per azione. Tenendo quindi conto di questi dividendi e del riacquisto complessivo da 3,4 miliardi, a cui la Bce ha dato via libera nel giugno scorso, Intesa Sanpaolo arriva al 31 dicembre 2022 con un una solida patrimonializzazione: il Common Equity Tier 1 ratio a regime si colloca infatti al 13,5%. Intesa Sanpaolo ha ridotto «fortemente, di 28,9 miliardi, gli asset ponderati per il rischio nel quarto trimestre del 2022 per rafforzare significativamente il capitale, contribuendo alla creazione di valore». La riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, è stata di circa 4,6 miliardi di euro dalla fine 2021 e a circa 54 miliardi dal picco di settembre 2015.
Intesa Sanpaolo, utili a 5,5 miliardi: via al buyback da 1,7 miliardi, dividendi per 1,6
Il risultato esclude 1,4 miliardi di accantonamenti per Russia e Ucraina. Il ceo Messina: «Miglior risultato nella storia della banca. Essenziale remunerare gli azionisti». Via a buyback da 1,7 miliardi e dividendi per 1,6 miliardi






