MILANO. «Oggi abbiamo presentato dei risultati di altissima qualità», dice l’ad Carlo Messina commentando i conti di Intesa Sanpaolo chiusi con utili pari a 4,35 miliardi, ma 5,5 miliardi se si escludono 1,4 miliardi tra accantonamenti e rettifiche per la Russia e l’Ucraina. «Quello del 2022 – prosegue il banchiere - è il miglior bilancio della storia di Intesa Sanpaolo». A sua volta il quarto trimestre, terminato con profitti per 1,07 miliardi (superiore agli 880 milioni previsti dal consensus degli analisti) «è stato il miglior trimestre di sempre per ricavi - in aumento del 13% sull'anno precedente - con una forte accelerazione della componente da margine di interesse».
In ogni caso col risultato netto di 5,5 miliardi senza contare la Russia «abbiamo superato ampiamente l’obiettivo di piano per il 2022». Nel secondo semestre è stata ridotta del 68% (circa 2,5 miliardi di euro) l’esposizione verso la Russia, scesa sotto lo 0,3% dei crediti a clientela complessivi del gruppo.
Analizzando i conti, i proventi operativi netti sono saliti del 3,3% a 21,5 miliardi, con interessi netti che grazie all’aumento dei tassi Bce sono balzati del 20,2% a 9,5 miliardi e commissioni nette in calo del 6,4% a 8,9 miliardi. Stabili (-0,4%) i costi operativi a 10,9 miliardi, per un rapporto cost/income sceso al 50,9%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet 1 a regime è al 13,5% deducendo i dividendi e il buyback e senza considerare 125 punti base di impatto positivo previsto dalle Dta, le imposte differite.
