Da buon piemontese è goloso di formaggi, con derive lombarde: «Se vedo il gorgonzola non resisto». A casa prepara «le uova in tutti i modi» per i due figli Davide e Leonardo, di 12 e 8 anni: «Le chiedono a me perché mi vengono effettivamente molto bene. Frittate, omelette...». Durante il lockdown ha imparato a fare i dolci: «Torta di mele e cheesecake. Ma sono una coccola per i ragazzi e per mia moglie Roberta (Sinopoli, ndr), io non ne vado matto». Claudio Marchisio, 35 anni, ex centrocampista bianconero, detto «Principino» per aplomb e modi, eroe dei social con i suoi post (contro la violenza sulle donne, contro gli hater di Liliana Segre, contro il revenge porn...), con il cibo ha un rapporto antico: «Sono cresciuto con gli agnolotti di mia mamma Anna. Lei è siciliana ma si è trasferita al Nord da giovane, ha sempre cucinato i piatti tradizionali piemontesi. Tagliavamo insieme l’impasto, lo chiudevamo insieme: ricordo perfettamente i gesti e non ci rinuncerei mai, anche se oggi preferisco limitare la pasta. Per il resto sono un tipo curioso, amo gli esperimenti». Per questo nel 2016, quando ancora giocava, ha aperto i ristoranti «Legami»: uramaki, sushi, piatti a metà tra Italia e Oriente.