Il Covid-19 non ha provocato “solo” una crisi sanitaria, economica e sociale. Ne ha generato anche una ambientale. Le mascherine, fondamentali per proteggerci e per proteggere gli altri dal virus, rappresentano infatti un grave problema in termini di smaltimento. Senza contare tutte quelle che vengono gettate per terra e che spesso vanno a inquinare gli oceani (nel 2020 sono state circa 1,56 miliardi) e l’allarme lo aveva dato un anno fa Pianeta 2020 (leggi qui). I ricercatori di un’università australiana, il Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT), hanno trovato un impiego utilissimo per i miliardi di mascherine chirurgiche che ogni giorno, in tutto il mondo, finiscono nella spazzatura (come aveva avvertito già nell’aprile 2020 questo sito, leggi qui): dopo averle triturate, le hanno combinate con residui di costruzione e hanno usato tale miscela come materiale per costruire le strade.
I test eseguiti da un team di ricercatori australiani hanno dato ottimi risultati. La miscela composta da mascherine triturate e residui di costruzione risulta perfino più efficace (e più economica) di quella impiegata normalmente. I risultati dei test: per ogni km di strada a due corsie servirebbero 93 tonnellate di mascherine, pari a 3 milioni di unità
