La task force dei tecnici della Commissione europea sul Pnrr è già da qualche giorno a Roma, impegnata in una serie di incontri per fare il punto sullo stato di attuazione delle misure messe in agenda dall'Italia, ma tra le più alte cariche di governo si insiste unanimemente per una revisione di alcuni dettagli del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
"Gli Stati membri dovrebbero attuare il loro Pnrr approvato dal Consiglio.
L'attuazione include milestones e obiettivi, secondo scadenze chiare" affermava ieri la portavoce della Commissione Veerle Nuyts.
Ma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini ha voluto precisare che il Pnrr "continua a essere un qualcosa che va non cambiato, ma ritoccato, rivisto" alla luce di tutto ciò che sta succedendo. Secondo Salvini in particolare vanno rivisti i tempi, perché considerato che siamo oramai a fine 2022, "chiudere tutte le opere e rendicontarle entro il 2026 mi sembra assolutamente ambizioso".
E al tempo stesso indica anche la necessità di un aggiornamento dei prezzi. Di parere analogo anche il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto che pone il problema degli obiettivi del Pnrr a confronto con il forte balzo del carovita. "Dovremo rivedere il Pnrr con l'Europa", perché "a causa dell'inflazione, solo il mio ministero dell'Ambiente per gli interventi ha un onere maggiore di 5 miliardi", sui 35 previsti afferma Pichetto sottolineando che "o si taglia sulle opere, o non ci stiamo dentro".






