Due giorni di incontri a Bucarest in piena crisi ucraina sono serviti ai ministri degli Esteri della Nato per ribadire l’unità di intenti nei confronti della guerra in Ucraina e delle sfide poste dalla Cina, ma anche per rilanciare il tentativo di coinvolgere Pechino nella ricerca di una soluzione negoziale al conflitto, puntando sulle sue relazioni con la Russia. Alla riunione ha partecipato anche il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba che ha chiesto all’Alleanza atlantica di velocizzare i processi decisionali per permettere consegne di armi in tempi più rapidi. Ma, ha spiegato il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg, la condizione decisiva per poter discutere dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato è che «sopravviva come Stato indipendente»: ogni decisione, ha aggiunto, sarà presa «passo dopo passo» e «il prerequisito per l’eventuale ingresso dell’Ucraina nella Nato è la sua vittoria nella guerra». «Non vediamo la Cina come un avversario e continueremo ad avere relazioni con la Cina quando è nel nostro interesse, come quando si tratta di farle conoscere la nostra posizione unitaria sulla guerra illegale della Russia in Ucraina» oltre che puntare su una sua mediazione, ha detto ancora.