«Ancora una volta siamo di fronte al bivio. Cosa permette di guardare al progresso dell'umanità? La guerra o la pace?». Sergio Mattarella interviene all'ottava edizione di Mediterranean dialogue e con una domanda retorica dipinge la situazione di questi mesi dopo «l'inaccettabile aggressione» russa all'Ucraina: «Dobbiamo partire da quei principi posti alla base della nostra convivenza civile e fondati nel quadro delle Nazioni Unite. Per consolidare il sistema multilaterale e renderlo più democratico, occorre fare riferimento alla uguaglianza fra gli Stati, rifuggendo da una polarizzazione a livello internazionale e da una esasperazione di diversità, certo esistenti, che un dialogo efficace può contribuire a ridurre».
Per il presidente della Repubblica «oggi, nel rispetto delle nostre differenze culturali e politiche, il moltiplicarsi di scenari di crisi ci deve infatti spingere ad approfondire ed estendere la nostra collaborazione per affrontare, come avvenuto in passato, le sfide che abbiamo dinnanzi».
«L'interdipendenza esistente tra le due sponde del Mediterraneo rende urgenti gli investimenti in termini di attenzione politica verso quella meridionale», ha proseguito Mattarella. «L'essere giunti alla ottava edizione dei “Dialoghi mediterranei” – ha aggiunto – è certamente motivo di soddisfazione e sono lieto di poterne aprire i lavori. Le presenze del presidente Ghazouani e del Presidente Bazoum danno ulteriore spessore e vigore a un'iniziativa che rappresenta una diretta e concreta testimonianza dell'attenzione con la quale l'Italia guarda al Mediterraneo allargato».
