Incentivare le nascite e disincentivare gli aborti; sostenere la famiglia, che è “quella naturale”, mentre le famiglie arcobaleno “per la legge non esistono”. Questo in sintesi il pensiero del neoministro della Famiglia e disabilità Lorenzo Fontana, oggi intervistato a giornali unificati da Corriere della Sera, Stampa, Messaggero, Avvenire e Gazzettino. Un intervento multiplo teso da un lato a rassicurare, dall’altro ad affermare, se mai ce ne fosse bisogno, che questo non sarà il governo dei diritti. Una linea che però viene smentita dal vicepremier Matteo Salvini, che in un’intervista a Fanpage specifica: “Fontana è libero di avere le sue idee” ma “non sono priorità e non sono nel contratto di governo“.
Sulle dichiarazioni di Fontana interviene anche Monica Cirinnà, firmataria della legge sulle unioni civili. “Negare l’esistenza di chi chiede diritti e riconoscimento equivale a voler oscurare dei cittadini, silenziarli, relegarli fuori dal dibattito politico e sociale”. Per la senatrice la legge sulle unioni civili ha inoltre “riconosciuto dignità e uguaglianza alle coppie gay definendole come famiglia, riconoscendo giuridicamente la loro vita familiare non escludendo la presenza di figli”. Contro Fontana anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala che conferma di proseguire la battaglia per i diritti, mentre il segretario nazionale dell’Arcigay Gabriele Piazzoni chiede la reintroduzione della delega alle Pari Opportunità, assente in questo governo, affinché “investa sulle politiche dell’uguaglianza, risolva le diseguaglianze e le discriminazioni”. E sulle esternazioni del neo ministro della Famiglia aggiunge: “Nelle ultime 24 ore abbiamo letto numerose dichiarazioni, del ministro Salvini e del ministro Fontana, che parevano tratte da un giornale di almeno mezzo secolo fa. Il furore xenofobo di Matteo Salvini, il suo rimuovere, tra l’altro con parole e concetti piuttosto confusi, l’esistenza delle famiglie omogenitoriali e soprattutto dei loro figli e figlie; il Ministro alla Famiglia che si aggrappa a quel singolare asfittico appiccicato al suo dicastero, promuovendo l’invisibilità delle famiglie arcobaleno, che sono un dato di realtà e non un’opzione”.

