Lunedì il presidente statunitense Donald Trump ha detto che Russia e Ucraina si sono accordate per non colpire più le rispettive infrastrutture energetiche. Dell’accordo si sa ancora pochissimo, e né Russia né Ucraina hanno confermato che è stato raggiunto. In un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha solamente detto che l’Ucraina è disposta ad accettarlo se la Russia farà lo stesso, ma anche che «non è convinta che la Russia sia disposta a rispettare alcun accordo». In passato Trump ha già fatto annunci di questo tipo: in alcuni casi si sono rivelati essere veri, ma in altri invece si trattava solo di dichiarazioni che avevano l’obiettivo di mettere pressioni sulle parti e che non avevano portato a niente.
L’annuncio arriva dopo la visita del 4 e 5 settembre degli inviati di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, a Mosca e a Kyiv.
Se l’accordo fosse stato davvero raggiunto sarebbe notevole. Dall’inizio della sua invasione dell’Ucraina a febbraio del 2022 la Russia ha bombardato sistematicamente le strutture energetiche del paese, lasciando per mesi milioni di persone al buio e al freddo durante i rigidi inverni ucraini. A marzo del 2024 la Corte penale internazionale emise due mandati d’arresto per crimini di guerra nei confronti di due generali russi, Sergei Kobylash e Viktor Sokolov, accusandoli proprio di aver ordinato attacchi missilistici contro la rete elettrica ucraina.








