Firenze, 14 settembre 2026 – E' giorno di vigilia in casa Fiorentina, con il Pisa atteso domani, martedì 15 settembre, alle 21 allo stadio Artemio Franchi. In palio il passaggio agli ottavi di Coppa Italia, dove a dicembre c'è il Napoli ad attendere la vincente. Rifinitura al Viola Park per la Fiorentina, con Vanoli che dovrebbe attuare un leggero turnover in vista della partita di domenica contro il Napoli (primo incrocio stagionale). Da Pisa arriveranno circa 250 tifosi (settore ospiti ancora non esaurito, può contenere 300 spettatori). Non c'è stata la caccia al biglietto che si poteva immaginare. Cornice del Franchi che si avvia verso i 13.000 spettatori. L'obiettivo rimane sempre quello di tagliare il traguardo dei quindicimila.

Ma la giornata di oggi è stata anche quella della presentazione bis di Paolo Vanoli come nuovo allenatore viola. Intervista auto-confezionata dal club di circa venti minuti nella quale l'allenatore racconta sensazioni e speranze. "Per capire Firenze è il primo obiettivo per una squadra giovane, rinnovata completamente - spiega il tecnico -. Deve conoscere cosa vuole Firenze e il tifoso fiorentino. A Venezia l'hanno recepito. È una squadra di talento, ma come ho sempre detto io il talento è fine a se stesso se non giochi per il compagno. Questa gente qua si innamora non del risultato, ma si innamora di come si suda la maglia. E' normale che una partita non fa niente, questi valori bisogna sempre arricchirli e tenerli per questa lunga strada". Obiettivo avere un'identità. "Ho avuto la fortuna di stare in grandi club con grandi campioni, di fare il collaboratore con grandi allenatori e quello che mi hanno insegnato è che se non si è squadra, non si lavora da squadra, alla fine puoi vincere una partita ma non puoi vincere cose importanti. Però questa squadra ha talento, l'ha dimostrato. Io penso che velocemente dobbiamo arrivare a questi passi. E' iniziato un nuovo processo dove io devo mettere le basi per costruire un'identità. Ho detto ai ragazzi che non dobbiamo guardare il risultato ma dobbiamo guardare la strada, è un obiettivo completamente diverso dall'anno scorso. E' stata fatta una rivoluzione con tanti giovani che hanno delle qualità e sta a me adesso piano piano saperli indirizzare per esprimere le loro qualità, ma nello stesso tempo per essere squadra". Passato da parte, adesso l'obiettivo qual è?