di
Marco Galluzzo
Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico e advisor per la sicurezza nazionale della premier Giorgia Meloni, era insieme al suo numero 2 Pietro Sferra Carini sul treno che ha immediatamente preceduto quello distrutto da un drone russo. Anche il suo convoglio è stato fermato per un allarme aereo, poi ha ripreso la marcia: «Un'esperienza che fa effetto»
ROMA - «È chiaro che i russi sapevano esattamente chi stava dove, in quale treno e forse anche in quale vagone». Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico di Giorgia Meloni — da qualche tempo anche advisor, come nei Paesi anglosassoni, per la sicurezza nazionale — è appena rientrato a Roma. Ne parla con i suoi, insieme a lui c’era il suo numero due Pietro Sferra Carini, con cui ha condiviso la brutta esperienza, e quanto è accaduto «se non ti fa paura, comunque ti invita a riflettere, fa un certo effetto».
Le sensazioni del diplomatico sono quelle di tutti coloro che hanno preso un treno ucraino che viaggia di notte fra Kiev e il confine polacco. Politici, giornalisti, ex capi di governo, agenti dei servizi, scorte: viaggiare di notte con l’incubo di un drone russo non è il massimo. Ma in questo caso il livello della tensione ha raggiunto il massimo: «Prima hanno fermato il treno per un allarme aereo — racconta Saggio ai suoi consiglieri — e siamo rimasti fermi vicino al confine, poi quando l’allarme è rientrato e siamo arrivati in territorio polacco hanno colpito il treno che ci seguiva».










