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Domenica la Russia ha attaccato alcune zone dell’Ucraina occidentale, a pochissimi chilometri di distanza dal confine con la Polonia. Tra gli obiettivi colpiti c’è stata anche una locomotiva di un treno che si trovava sulla tratta che unisce la capitale ucraina Kyiv con quella polacca Varsavia, e che per questo è spesso usata da politici e membri dei governi stranieri quando vanno in visita a Kyiv.

Proprio vicino al treno colpito ce n’era un altro con a bordo una delegazione europea di ritorno da Kyiv. Facevano parte della delegazione, tra gli altri, l’ex primo ministro britannico Boris Johnson e l’ex primo ministro svedese Carl ​Bildt. Al momento dell’attacco questo treno era fermo a Yagodyn, nella regione occidentale di Volyn, a meno di un chilometro dal confine con la Polonia. Su un altro treno ancora, e sempre a Yagodyn, era presente anche l’ex direttore della CIA David Petraeus.

Nell’attacco non ci sono stati morti né feriti perché le autorità ucraine ne erano venute a conoscenza e avevano fatto evacuare il treno.

La compagnia ferroviaria statale ucraina, Ukrzaliznytsia, ha sostenuto che l’obiettivo del drone russo fosse un «treno diplomatico». Il primo ministro ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver colpito la locomotiva «deliberatamente», mentre il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha descritto l’attacco come «il terrore di Putin che bussa direttamente alle porte dell’UE e della NATO».