HomeEsteriLa guerra e il nuovo fronte del Golfo saudita. L’Italia fa scudo contro TeheranNella regione martellata dagli Houthi, schierata la Task Force Arabia con cinquecento soldati. Polemica l’opposizione: Parlamento non informato. Tajani: “Falso, sono forze spostate dal Kuwait”Antonio Tajani, titolare della FarnesinaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 14 settembre 2026 – Rullano i tamburi sui sentieri di guerra del Golfo nel secondo fronte, dopo Hormuz, aperto dai guerriglieri Houthi che hanno occupato la costa strategica dello stretto di Bab El Mandeb sul Mar rosso. E non si fermano. Nuovi raid hanno centrato con droni e missili balistici depositi di armi e centri di comando in una base militare a Sharurah, in Arabia Saudita. Poi ancora colpiti abitazioni e una moschea nel sud. Riad ha reagito con due attacchi aerei in Yemen. L’escalation sale e le forze armate regolari yemenite hanno già ceduto un terzo del territorio.
Il nuovo incendio telediretto dall’Iran ha alzato la tensione in tutta l’area, comprese le basi italiane incardinate nelle missioni internazionali Arabia a Taif, a Gibuti nel Corno d’Africa, e nei mari del Golfo dove incrocia la Fregata ’Ammiraglio Bergamini’. Per i militari italiani l’allarme oscilla tra il rafforzato, in gergo Bravo/Charlie, e massima allerta, Delta/Allarme rosso. L’Arabia ieri ha reagito con raid aerei sulla provincia di Saada, nel nord dello Yemen, roccaforte dei filo-iraniani Houthi. I sauditi, ricevuto il no dagli Usa alle richieste di aiuto, hanno attivato la propria forza aerea dopo che un drone dall’Iraq ha danneggiato l’oleodotto verso il Mar rosso e gli attacchi Houthi hanno colpito l’aeroporto di King Fahd, a 120 chilometri dalla Mecca, dove ha sede la missione italiana. Qui è schierata la Task Force Arabia (500 unità): difende i cieli sauditi e di Kuwait e Bahrein da eventuali raid iraniani.










