Per la chimera del bel gioco e per i riflessi scintillanti della modernità, meglio aspettare altri giorni. Allegri torna a vestire i panni di Allegri: è moderno solo chi vince. Quindi, tradotto: è solo la quarta giornata ma c’è, d’un tratto, una tensione che prende alla gola. E si vede: «È il momento delle responsabilità, oggi contro il Bologna contano solo i tre punti». Chi l’avrebbe mai pensato: scocca già l’ora della verità. Davvero il Napoli sembra sull'orlo di un abisso più di quanto queste tre ultime sconfitte lasciavano immaginare. Orrende oscurità si nascondono dietro questo incontro che Allegri tramuta in un bivio: «Non è il momento di pensare o parlare ma di fare i fatti. Solo noi possiamo ribaltare la situazione. Vincere oggi è l’unica cosa che conta». È il motto, è il suo mantra. Fa effetto che sia già il momento della chiamata alle armi. Porta la squadra in ritiro, lo ha deciso lunedì dopo il ko con l’Inter.
Napoli-Bologna, la sorpresa di Allegri: azzurri in ritiro da stasera Non era previsto in un primo momento e quindi cambia la location dell’hotel Gli Dei che è impegnata per un altro evento, perché gli azzurri da ieri sono sempre a Pozzuoli ma nel Grand Hotel Serapide, affianco all'Accademia Aeronautica. «Davanti a tutto c'è il risultato, è solo questo che cambia l'umore della squadra e dell'ambiente. Ma la situazione è molto meno nera di quello che sembra». Non ci gira attorno: Max è il solito dinosauro che mette davanti a ogni cosa il fine. E non il mezzo. La sensazione, all'improvviso, che all'ottimismo si sia sostituito il timore del precipizio. A poche ore dal Bologna, Max sa già che il primo vero obiettivo è sfangarla. Non semplice al cospetto di questo settembre dello scontento azzurro. Molto è sulle sue spalle. Tre sconfitte, le prospettive e una panchina che solo un folle, adesso, penserebbe che stia vacillando. LA SITUAZIONE Dunque, questa è l’ora. De Bruyne titolare, il doppio play come con l’Arsenal e Lang al posto di Alisson. Con Spinazzola sulla sinistra. A soli venti giorni dall’inizio della stagione: il Napoli deve iniziare a combinare qualcosa di buono. «Sono la partita di oggi e quella con la Fiorentina i veri ostacoli: poi, dopo la sosta tutto sarà molto più semplice». Max è convinto che stia pagando il prezzo dei tanti calciatori (Lang, Lucca, Marin, Badiashile, Gilmour) che arrivano da un periodo in cui hanno giocato poco. E hanno bisogno di tempo per avere la condizione giusta. Ed è anche il pensiero di De Laurentiis (anche oggi non sarà allo stadio perché in Svizzera per impegni familiari) che continua, senza alcuna frattura, a considerare quella di Max la scelta migliore per il dopo Conte.Ma Allegri, stavolta, è teso e non potrebbe che essere così. Risponde a tutte le domande: non glissa e non sguscia. «De Bruyne? Credo che possa fare meglio. Ha disputato una buona partita e sono soddisfatto di lui contro l'Arsenal, così come lo sono di tutti gli altri, ma se quello che abbiamo fatto finora non è stato sufficiente allora dobbiamo tutti dare qualcosa in più. Serve un altro passo, e dobbiamo farlo. La responsabilità sarà grande e il risultato dovrà venire prima di tutto. È chiaro che per ottenerlo servirà una buona prestazione, ma non bisogna dimenticare che ci sono anche gli avversari. Mi piacerebbe poter tenere il pallone per novanta minuti e calciare trenta volte in porta, ma non è possibile. Contro Como, Inter e Arsenal abbiamo subito qualcosa, ma abbiamo anche creato delle occasioni. Se quanto fatto finora non è bastato, allora dovremo alzare ulteriormente il livello. Non conterà se la prestazione sarà bella o meno: dovremo cercare in tutti i modi di portare a casa il risultato. Le vittorie cambiano le opinioni». IL CLIMA La verità è che è sparito quell'ottimismo ostentato che suonava un po’ falso, ma forse è l’unica forma di difesa dall'ambiente esterno, dalle critiche che ci sono. Oggi, dunque, c'è da capire se i 41 mila del Maradona (alla fine sono stati venduti 17mila biglietti) vogliono che il Napoli vinca o se debba giocare anche bene. La parola d’ordine è che bisogna evitare di rincorrere l’estetica dimenticando che l'unica vittoria fino ad adesso è quella con il Genoa il 22 agosto non sembra la strada maestra. «C’è solo una via, siamo solo noi che possiamo invertire e ribaltare il trend, nessuno ci regalerà nulla. Davanti a tutto c’è il risultato che è quello che cambia l’umore. È vero che abbiamo affrontato grandi squadre, ma se non sono bastate quelle prestazione, significa che manca un pezzetto in più e va fatto. È bello sentire che tutti spiegano il calcio, ma è bello perché c’è tanta imprevedibilità». Annuncia il forfait di Anguissa: «Ha avuto un risentimento». Per il centrocampista solo dolori: alla gamba e per il rinnovo che non arriva. Manna, il ds azzurro, analizza la vigilia a Radio Kiss Kiss: «Abbiamo cambiato la guida tecnica, dobbiamo reagire alle tre sconfitte. Servirà una reazione contro il Bologna a livello agonistico, per ripartire. Allegri è tranquillo e sa come vivere questi momenti».










