Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiÈ ripartita a pieno regime la macchina della riscossione: nelle ultime settimane una nuova ondata di intimazioni di pagamento sta raggiungendo una platea vastissima di contribuenti italiani, chiamati a regolarizzare la propria posizione entro appena cinque giorni. Decorso questo termine, Agenzia delle Entrate-Riscossione può riattivare l’esecuzione forzata.
Per famiglie, professionisti e imprese si apre così una fase particolarmente aggressiva della riscossione. Il tempo concesso non è quello ordinario dei sessanta giorni previsto dalla cartella di pagamento, ma una finestra estremamente ridotta, che impone decisioni immediate e una gestione professionale dell’emergenza.
L’intimazione di pagamento disciplinata dall’articolo 50 del Dpr 602/1973 rappresenta infatti l’ultimo avvertimento prima dell’avvio dell’espropriazione forzata. Viene notificata quando, trascorso oltre un anno dalla cartella, l’esecuzione non sia ancora iniziata e contiene l’ordine di adempiere entro cinque giorni.
Non si tratta, dunque, di un semplice sollecito o di una comunicazione interlocutoria. È un atto prodromico all’esecuzione, capace di precedere il pignoramento dei conti correnti, dei crediti verso clienti e committenti, degli stipendi o delle pensioni, oltre alle ulteriori misure cautelari ed esecutive previste dalla legge.






