Con il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce è ancora più importante tenere sotto controllo il debito pubblico. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo in videocollegamento alla festa dell’Udc. "Quello che ovviamente è davanti agli occhi di tutti, i conflitti e le conseguenze sui prezzi dell’energia e le conseguenze quindi indirettamente sull'inflazione sono evidenti», ha argomentato Giorgetti.«E' un problema che secondo me non può essere affrontato unicamente con strumenti di politica economica. E si collega a questo la dinamica dei tassi di interesse, il recente aumento dei tassi di interesse della Banca Centrale europea proprio per contrastare l’inflazione e l’aumento dei prezzi, in realtà si traduce per chi è indebitato, sia famiglie sia imprese, e anche per lo Stato, in maggiori oneri. E quindi in questi momenti in cui i tassi di interesse aumentano si capisce quanto sia importante tenere sotto controllo il debito pubblico, avere la possibilità in qualche modo di riuscire a collocarlo e quindi avere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori per il collocamento».«Il governo in questi 4 anni ha raggiunto risultati in termini di standing internazionale sulla gestione finanziaria pubblica senza interventi di austerità: abbiamo ridotto il cuneo fiscale, abbiamo promosso incentivi alla imprese ma se devo fare il punto al 13 settembre non posso non considerare le situazioni globali. Ci sono i conflitti e le conseguenze sui prezzi dell’energia e indirettamente sull'inflazione che sono davanti agli occhi di tutti. È un problema che, secondo me, non può essere affrontato solo con strumenti di politica economica». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti in collegamento con la festa nazionale dell’Udc in corso a Roma
Giorgetti: «Con i tassi Bce in rialzo è fondamentale tenere sotto controllo il debito pubblico»
Intervenendo alla festa dell’Udc, il ministro dell’Economia avverte sui rischi d'inflazione e conflitti globali per famiglie, imprese e conti dello Stato: «Serve la fiducia dei mercati»










