Dublino, 12 settembre 2026 – “Un’Irlanda unita sarebbe fantastica. Mi piacerebbe e prima o poi succederà”. È l’ultimo passo falso diplomatico di Donald Trump, arrivato stamattina a Dublino per trascorrere due giorni nel suo resort di Doonbeg. Poi ha alzato il tiro mettendo il dito anche nella piaga delle Isole Falkland, da tempo al centro di forti tensioni storiche e geopolitiche tra Argentina e Gran Bretagna, ora riaperte da Milei con un ultimatum contro le compagnie petrolifere che operano nelle acque delle isole con licenze britanniche. “Se richiesto, posso risolvere la disputa Gran Bretagna Argentina sulle Falkland”, ha detto Trump.

Noncurante della lunga e sanguinosa storia separatista irlandese – che ancora brucia come una ferita aperta, con l’Irlanda del Nord rimasta sotto il dominio britannico – il presidente Usa ha fatto un’altra gaffe, provocando il gelo da parte di Londra.

“Penso che il Regno Unito avrebbe qualcosa da ridire al riguardo – ha poi stuzzicato The Donald – ma ritengo che sarebbe un'ottima cosa. Come potrebbe essere un male?". Ma la reazione è stata assolutamente diplomatica, in stile british: "La posizione del primo ministro britannico Andy Burnham sull'unificazione irlandese rimane invariata”, ha dichiarato un portavoce di Downing Street.