C'è un paradosso nei pagamenti italiani: oggi la Pubblica amministrazione riesce a pagare i propri fornitori mediamente più velocemente delle imprese private, ma nello stesso tempo continua ad accumulare una montagna di fatture ancora da saldare. È quello che la CGIA di Mestre definisce provocatoriamente un «buco» da 64 miliardi di euro: tecnicamente si tratta dello stock dei debiti commerciali di parte corrente della PA, arrivato nel 2025 a 64,2 miliardi di euro, 5,4 miliardi in più rispetto ai 58,8 miliardi dell'anno precedente. Il confronto con il settore privato rende ancora più evidente il cortocircuito. Nel 2025 la PA ha ridotto a 27,2 giorni il tempo medio che intercorre tra il ricevimento di una fattura e il suo pagamento, mentre nel secondo trimestre del 2026 appena il 42% delle imprese italiane ha pagato i propri fornitori entro la scadenza, due punti percentuali in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma pagare più velocemente non significa necessariamente pagare tutto. Ed è proprio qui che si spiega il dato dei 64 miliardi: secondo l'analisi della CGIA, una parte delle fatture della Pubblica amministrazione continua a rimanere inevasa e va ad alimentare lo stock complessivo dei debiti commerciali. Dentro questo scenario nazionale, però, il Nordest si distingue per la puntualità delle imprese È la macroarea più virtuosa d'Italia, con il 49,7% dei pagamenti effettuati regolarmente. E il Veneto conquista tre posizioni nella top ten delle province: Belluno è terza in Italia, Padova settima e Vicenza decima. A livello regionale il Veneto è terzo, con il 51% dei pagamenti puntuali.