Microstrutture aghiformi di dimensioni piccolissime, che non "bucano", ma agiscono, sono una delle novità dei cosmetici per il viso. Ma cosa sono esattamente le spicule inserite nelle creme? Lo spiega il cosmetologo
Presentate spesso come “microaghi”, le spicule cosmetiche sono diventate una delle parole chiave della skincare di nuova generazione. L’equivoco, però, va chiarito subito: non bucano la pelle né creano microcanali. «Agiscono piuttosto attraverso una micro-stimolazione meccanica superficiale, percepita dalla cute come uno stimolo controllato», spiega Umberto Borellini, cosmetologo, saggista e membro SICC, Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche, nonché founder di Skin Remedies.
Che cosa sono davvero le spicule cosmetiche
Le spicule utilizzate nella skincare sono particelle microscopiche dalla geometria appuntita, in genere di origine marina, spesso ottenute da spugne silicee, oppure prodotte sinteticamente in laboratorio.
Inserite in creme, sieri o fluidi, queste particelle invisibili a occhio nudo non funzionano come aghi veri e propri. «Non forano la pelle, non creano microaghi sulla superficie cutanea e non aprono varchi paragonabili a quelli di un trattamento medico. Il loro ruolo è diverso: esercitano una micro-stimolazione meccanica superficiale, che la cute interpreta come uno stress lieve e controllato», spiega l’esperto.






