La vicenda giudiziaria che contrappone Ilaria Salis a due suoi ex collaboratori parlamentari si arricchisce di un nuovo capitolo. Secondo quanto riferito dal Giornale, il conto corrente dell’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra sarebbe stato oggetto di un pignoramento presso terzi per il mancato pagamento di alcune spese legali maturate nel contenzioso. La somma indicata è di circa 7mila euro. Sullo stesso conto, riferisce il quotidiano, confluiscono anche le indennità che Salis percepisce in qualità di parlamentare europea.

Il provvedimento si inserisce nella più ampia controversia avviata da due ex collaboratori dell’eurodeputata, Valentina Dadda e François Gelmetti. I due hanno impugnato il loro licenziamento, sostenendo che fosse avvenuto senza giusta causa. In primo grado il tribunale ha accolto le loro ragioni e ha condannato Salis a corrispondere a ciascuno circa 150mila euro, per un totale vicino ai 300mila euro. La somma sarebbe stata calcolata sulla base dei compensi che i due avrebbero percepito fino alla conclusione del mandato parlamentare.

Salis ha contestato la decisione e ha presentato appello. Il nuovo giudizio dovrebbe tenersi nelle prossime settimane, secondo quanto riportato dalle agenzie sulla base delle informazioni pubblicate dal Giornale. L’eurodeputata, riferisce il quotidiano, sostiene di non essere stata a conoscenza della causa promossa dai due ex collaboratori, nonostante gli atti risultassero notificati presso la sua residenza milanese, e si sarebbe detta fiduciosa sull’esito dell’appello. Nel frattempo, però, il contenzioso è proseguito anche sul terreno dell’esecuzione della sentenza. Prima dell’estate Salis avrebbe promosso due distinti procedimenti civili chiedendo di sospendere l’esecuzione della decisione di primo grado e gli atti di precetto con i quali gli ex collaboratori avrebbero potuto procedere alla riscossione delle somme riconosciute dal tribunale.