PADOVA - Reduce dalla prima sconfitta in campionato il Padova è chiamato a ripartire subito oggi alle 15 all'Euganeo nell'appuntamento con l'imbattuto Ascoli, andando a caccia della prima vittoria davanti alla sua gente. Ancora ai box Artistico per il problema al soleo: l'attaccante, fiore all'occhiello del mercato, salterà anche la prossima trasferta a Palermo in modo da essere al top dopo la sosta di tre settimane per le Nazionali.

L'analisi

Prima di focalizzarsi sulla sfida con i bianconeri, il tecnico Calabro traccia una disamina su cosa non ha funzionato a Cremona. «Abbiamo analizzato la partita con la giusta lucidità e sono arrivato alla conclusione che non c'è stato un errore di atteggiamento perché nel primo gol eravamo messi bene, compatti e sui riferimenti per cui è stata bravura della Cremonese. Quello che mi ha spiazzato è stata la reazione dopo il primo gol, che ci ha un po' rimbambito come un pugile che prende un pugno che non si aspetta: abbiamo avuto una reazione di paura e non abbiamo continuato a fare quello che avevamo preparato, facendo le cose a metà e con timore, ed in questo è venuto fuori il grosso potenziale della Cremonese. Ripeto, c'è stata una reazione sbagliata al primo gol, come se non ci aspettassimo che una squadra come la Cremonese potesse dare un cazzotto. Ma l'aspetto che mi ha dato più fastidio non sono tanto i due gol nei primi cinque minuti, ma la terza rete perché nella giornata storta avevamo ripreso la partita mentre il 3-1 ci ha tagliato le gambe precludendoci la possibilità di riprenderla». Poi aggiunge: «Non ci sono stati comunque drammi, ma analisi molto lucide. Sapevamo di affrontare una squadra che poteva metterci in difficoltà, forse non così tanto, ma questo è il campionato. Questa sconfitta non ridimensiona niente, però ci porta davanti a una realtà: chi è umile può prendere un cazzotto, ma poi bisogna anche darlo».