Gli Houthi avanzano lungo il Mar Rosso e aprono di fatto un secondo fronte nella guerra con l'Iran, ampliando il conflitto e aumentando ulteriormente la pressione sui mercati energetici e finanziari globali, con il petrolio che resta oltre i 100 dollari.
Dopo essersi impossessati della strategica città portuale di Mocha, i ribelli yemeniti hanno preso il controllo dell'isola di Perim, all'imboccatura dello stretto di Bab el-Mandeb, una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo. La conquista rappresenta un profondo cambiamento negli equilibri di potere nello Yemen, con possibili conseguenze per l'intera regione.
Con questa offensiva, gli Houthi infatti hanno fatto saltare lo status quo lungo la costa, compromesso una tregua che aveva retto in gran parte dal 2022 e creato le condizioni per un'ulteriore consolidamento del loro controllo sul nord del Paese. Ma la loro vittoria è anche una vittoria per l'Iran, di cui sono alleati, perché ora gli ayatollah possono esercitare una coercizione non solo su Hormuz ma pure su Bab el-Mandeb, minacciando entrambi i più importanti "rubinetti" energetici della regione.
Parliamo di una delle aree più strategiche per il commercio internazionale. Attraverso lo Stretto passa circa il 10% del petrolio mondiale e il 12-15% del commercio globale.










