Enel accelera il consolidamento della sua posizione negli Stati Uniti e stringe i tempi verso l'obiettivo di primo operatore estero nel paese. Una rotta che scommette sulla crescita sostanziosa della domanda attesa nel mercato americano. Il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha infatti annunciato ieri il perfezionamento dell'acquisizione di un portafoglio di impianti fotovoltaici da 810 MW negli Una, per un corrispettivo per circa 760 milioni di dollari.Si tratta di due mega-parchi solari collocati in Utah e Tennessee, entrati in esercizio rispettivamente nel 2025 e nel 2023 ed entrambi coperti da "Power Purchase Agreement" (PPA), ovvero contratti di lungo termine con grandi clienti industriali. Un dettaglio importante per il gruppo che può contare, grazie a questi contratti, su una dote di energia prodotta da questi impianti già di fatto venduta, con margini certi nel lungo periodo. Di qui l'impatto atteso: Enel fa sapere che i due impianti contribuiranno al margine operativo lordo ordinario di gruppo per circa 90 milioni di dollari ogni anno.
LE TAPPE La chiusura dell'operazione arriva puntuale a circa sei mesi dagli accordi firmati da Enel lo scorso febbraio con Excelsior Energy Capital, fondo di investimento privato con base in Minnesota, per l'acquisizione di oltre 1 GW di capacità complessiva, tra solare ed eolico. La tranche rimasta da 205 MW di capacità eolica sarà infatti trasferita al gruppo entro fine 2026, compatibilmente con l'ottenimento delle autorizzazioni tipiche per questo tipo di operazioni, lasciando il campo alle prossime mosse al passo della strategia promessa.Del resto, nel Piano strategico presentato ai mercati lo scorso febbraio, la stessa Enel aveva annunciato una forte accelerazione negli investimenti nelle fonti rinnovabili, sia tramite impianti di nuova costruzione sia attraverso l'acquisizione di asset esistenti, principalmente in Paesi cosiddetti "Tier 1" particolarmente promettenti per l'aumento della domanda elettrica legata allo sviluppo di Data Center, dell'Intelligenza Artificiale e dell'elettrificazione dei consumi.Da inizio 2026, Enel ha già firmato o finalizzato acquisizioni per circa 1,5 GW, negli Stati Uniti e in Europa, operazioni che fanno seguito a quelle archiviate nel 2025 per altri 2,2 GW complessivi. La nuova mossa non è che la conferma di una strategia che punta a investimenti in Paesi con rating elevato, come Europa e USA.Se con questa operazione il gruppo si consolida come uno dei principali player nelle rinnovabili accorciando il passo verso l'ambizione di diventare il primo operatore non americano negli Usa, qualche numero che dà il senso delle potenzialità. In Nord America Enel aumenta la propria capacità rinnovabili attraverso operazioni brownfield. Ma per questa tipologia di operazione, ovvero l'acquisizione di impianti già in esercizio, il gruppo ha sotto la lente 15 GW in ottica M&A, non solo in Usa. Tutto questo partendo da un patrimonio già acquisito. Il Nord America rappresenta un mercato storico per Enel, presente negli Usa sin dal 2000 e oggi uno dei più importanti player nelle fonti rinnovabili, con una capacità installata che entro fine anno supererà 13 GW tra eolico, solare e sistemi di accumulo. Ma il gruppo è, sempre in Nord America, anche uno dei leader di mercato nel business di Demand Response (Gestione della domanda, ndr) con 4,8 GW complessivi di capacità flessibile gestita. Un posizionamento visibile anche nei numeri di bilancio.L'arrivo dell'ad Flavio Cattaneo ha segnato un'importante inversione di rotta negli Usa, portando Enel North America per la prima volta a una generazione di cassa positiva, dopo che tra il 2015 e il 2024 ne bruciava ogni anno circa 900 milioni. Frutto della razionalizzazione del portafoglio, con l'eliminazione delle attività a margine negativo e dell'ottimizzazione dei costi. In particolare, la strategia è stata quella di abbandonare le linee di business non redditizie per concentrarsi su rinnovabili e Demand Response.









