Pagliarelle (Crotone) – La casa dei Garofalo è giusto all’incrocio tra le due strade principali di Pagliarelle, milletrecento anime arroccate sui monti della Sila, in Calabria. Una è il corso che si inerpica tra i tornanti e l’11 agosto si riempie di bancarelle e luminarie perla festa della Madonna del Carmelo. L’altra è la scorciatoia. Uno stradino che tira dritto in salita – una pendenza del 30 per centro – costeggiando il cimitero, un bar e, appunto, la casa dei Garofalo. Del boss Floriano, ucciso nel 2015 in un regolamento di conti, di suo padre Antonio, morto prima di lui nella stessa faida e di Lea, la prima donna a ribellarsi alle ’ndrine.
Lea Garofalo prima di essere sequestrata e uccisa, in corso Sempione a Milano. Con lei c'è la figlia Denise Cosco (NewPress)
Testimone di giustizia e non collaboratrice, per favore, perché se vi sentisse la sua rabbia vi investirebbe da lassù. Lea era incensurata. Giovanissima, aveva sposato Carlo Cosco, un intraprendente ragazzotto che i Garofalo avevano spedito a Milano a gestire la droga. Lì il 4 dicembre del1991- Lea era ancora minorenne - era nata Denise. La prima col suo nome, perché ovviamente la madre si impose: nessuna tradizione, il nome lo scelgo io.










