Franco, il padre di Lorena Isceri, con accanto la madre Antonietta, bacia il feretro della 45enne uccisa a Firenze dall'ex compagno Federico Vella, durante i funerali nella chiesa Maria Regina di Squinzano (Lecce)Firenze, 12 settembre 2026 – Lorenzo ci pensa da giorni. Da quel 3 settembre che ha sconvolto l’Italia, quando la vita di Lorena Isceri, manager 45enne, è stata spezzata sul viadotto Lora lungo l’A1, nel territorio di Barberino del Mugello. Spinta nel vuoto dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni. La mente di Lorenzo torna a una giornata di primavera, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, nella sala attrezzi della palestra Zerouno, in via del Caboto. Lui si allenava, attorno il solito rumore di fondo dei pesi che battono e dei fiati corti. Poi, all’improvviso, due voci si alzano. Il tono alterato è di Federico Vella. Inveisce contro la compagna.

La lite nella sala attrezzi

“Litigavano nella sala attrezzi. La data precisa non la ricordo. Ma io, come gli altri ragazzi presenti in sala sentivamo bene la discussione tra Federico e Lorena. Da quel momento non l’ho più vista alla Zerouno”, racconta Lorenzo, testimone involontario di una scena che, dopo quanto accaduto, rilegge con occhi diversi. “Vella alzò molto i toni, si poneva in modo aggressivo. Federico era alto, con un fisico imponente. Lorena minuta. Le si avvicinava quasi alla ricerca di un corpo a corpo”. Non ci sono insulti, né minacce di morte. Vella se la prende con la famiglia di Lorena, con la madre in particolare. Parla di “un’ingerenza non più tollerabile”. Lorena, invece, non alza mai la voce. “Tentava in ogni modo di contenerlo, senza urlare. Sembrava avesse il controllo della situazione, sembrava sapesse come gestirlo”.