Di: SEIDISERA - Gino Ceschina / Manjula Bhatia / Telegiornale / Tieffe Le aziende che sviluppano i più avanzati sistemi di intelligenza artificiale chiedono regole più severe per governare una tecnologia che procede a ritmi sempre più rapidi. Nei giorni scorsi Anthropic, società che ha sviluppato Claude, ha reso noto di aver bloccato diversi tentativi di utilizzare i propri modelli per attività malevole, dai cyberattacchi alla sorveglianza fino a ricerche potenzialmente legate allo sviluppo di armi biologiche.A far discutere sono però soprattutto gli allarmi lanciati dagli stessi addetti ai lavori. Un ricercatore ha evocato persino il rischio di conseguenze catastrofiche per l’umanità. Uno scenario che Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’Università di Bath, invita a distinguere dai pericoli più concreti e già visibili. I pericoli dell'intelligenza artificialeTelegiornale 11.09.2026, 20:00Gli scenari più estremi“Chi parla di estinzione ha anche il dovere di dirci come”, spiega Cristianini ai microfoni di SEIDISERA. Questo, precisa, non significa che i rischi siano inesistenti.Una posizione prudente condivisa anche da Andrea Emilio Rizzoli, direttore dell’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale, che al Telegiornale ha invitato a non confondere gli scenari ipotetici con le capacità dei sistemi attuali. “L’IA che utilizziamo oggi non ha né coscienza né intenzione”, ha ricordato, sottolineando come le ipotesi sull’estinzione dell’umanità restino altamente speculative. Il problema più concreto, secondo Rizzoli, riguarda piuttosto l’impiego di strumenti molto potenti per scopi impropri o da parte di soggetti malintenzionati: “Il problema sta più nell’uso che facciamo di questi strumenti che negli strumenti stessi”.La svolta dell’auto-miglioramentoPer Cristianini, il passaggio che potrebbe cambiare radicalmente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è quello dell’“auto-miglioramento ricorsivo”: la possibilità che un sistema sia in grado di progettare una macchina o un programma migliore di se stesso. Un’ipotesi discussa da decenni, che secondo il professore si starebbe ora avvicinando alla realtà.La conseguenza potrebbe essere soprattutto un’ulteriore accelerazione. “Se finora le cose sembravano andare un po’ troppo veloci, aspettate di vedere l’accelerazione”, afferma. Il problema è che i sistemi destinati a contenere e controllare queste tecnologie non si sono sviluppati con la stessa rapidità.Difese ancora insufficientiCristianini richiama in particolare i rischi informatici legati agli agenti autonomi, programmi capaci di svolgere operazioni senza essere guidati passo dopo passo da un essere umano. Sistemi di questo tipo possono già inviare messaggi, effettuare acquisti o compiere altre azioni online e, sottolinea il professore, hanno già mostrato di poter oltrepassare i limiti imposti dai loro sviluppatori.Proprio per questo, secondo Cristianini, anche le difese dovranno diventare sempre più automatiche. E prima di mettere sul mercato nuovi sistemi sarebbe necessario assicurarsi di poterli controllare. “Io non metterei niente in commercio fino a quando non ci sono difese chiare”, afferma.Da qui anche la richiesta di regole comuni avanzata dalle aziende del settore. Rallentare unilateralmente significherebbe infatti lasciare spazio ai concorrenti. “O tutti o nessuno”, osserva Cristianini, perché convincere tutte le aziende e tutti i Paesi a procedere più lentamente nello stesso momento è una delle principali difficoltà.Il professore non condivide invece l’idea di fermare completamente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il paragone è con altri prodotti potenzialmente rischiosi, come un’automobile o un farmaco: prima di essere messi in commercio devono essere sottoposti a test e rispettare determinate regole. Con una tecnologia che evolve a questa velocità, conclude Cristianini, “rallentare non è sbagliato”.
L’IA non ci sterminerà, ma “rallentare non è sbagliato” - RSI
Intelligenza artificiale: esperti ridimensionano il rischio estinzione ma chiedono più controlli su sistemi autonomi e auto-miglioramento.
Anthropic blocca attacchi su Claude; sviluppatori chiedono regole su auto-miglioramento ricorsivo e autonomous agent incontrollabili. Manager tech deve investire in governance: regole globali sono necessarie, rallentare unilateralmente regala mercato ai competitor.
















