La Valletta Brianza, piccolo centro del Lecchese, è da ore al centro di un’inesorabile caccia al vincitore. Chi ha centrato il “6” al SuperEnalotto da 223,2 milioni di euro nella serata di venerdì 11 settembre 2026?

Un pendolare di passaggio lungo la statale, un lavoratore della zona in sosta per una pausa veloce, oppure un vicino di casa che saluta con un sorriso diverso dal solito? Il paese si interroga, passando al setaccio movimenti insoliti, improvvise assenze dai posti di lavoro e ogni minimo cambio di abitudine.

I dati certi, per ora, sono soltanto quelli del concorso. La combinazione vincente è stata realizzata con una giocata da cinque pannelli. La somma, monstre, supera i 209,1 milioni finiti a Lodi nel 2019 e si colloca al secondo posto assoluto nella storia del SuperEnalotto, dietro soltanto ai 371,1 milioni del febbraio 2023, poi frazionati in 90 quote da 4 milioni ciascuna.

Il jackpot mancava dal maggio 2025, quando a Desenzano del Garda furono vinti 35,4 milioni, ed è cresciuto per oltre un anno fino a fermarsi a La Valletta Brianza. Sull’identità di chi custodisce il tagliando, però, non trapela alcun elemento. Nelle ore successive all’estrazione, l’assedio della curiosità ha investito la ricevitoria e i ritrovi del circondario. Nel mirino del chiacchiericcio sono finiti tutti: il cliente abituale del bar, un possibile gruppo di colleghi che avrebbe giocato in collettiva, o l’automobilista di passaggio. Un copione già visto, che spesso conduce a un vicolo cieco: il luogo di emissione del biglietto, infatti, di rado coincide con il comune di residenza del fortunato. La schedina potrebbe appartenere a chiunque e l’assenza di comunicazioni ufficiali impedisce di trasformare i sospetti in riscontri.