| 11 Settembre 2026 22:01 |
5 minuti per la lettura
(Adnkronos) – “Se una parte crescente del lavoro sarà prodotta da sistemi di Ai dobbiamo chiederci come una quota di quel nuovo valore possa continuare ad alimentare il sistema sociale e il sistema previdenziale. Il nostro welfare è stato costruito in un mondo nel quale lavoro, salario e contribuzione erano strettamente collegati, l’intelligenza artificiale invece modifica questo rapporto e non possiamo più aspettare che il cambiamento sia avvenuto per domandarci come finanziare le conseguenze e fare in modo che l’aumento di produttività, generato proprio dalla tecnologia contribuisca anche alla sostenibilità sociale. Questa è un’ipotesi sulla quale credo sia necessario, se non indispensabile, aprire una riflessione”. Il presidente dell’Inps Gabriele Fava guarda alle opportunità che l’Ai può offrire in un mondo del lavoro in rapida trasformazione e lancia il tema, in un’intervista all’Adnkronos.
Presidente Fava, dunque le imprese private e anche le pubbliche amministrazioni, i datori di lavoro dovrebbero versare dei contributi sulla produttività che deriva dall’impiego della intelligenza artificiale?
“Il tema vero su cui bisogna concentrarci è il valore prodotto e i parametri andrebbero costruiti con grande attenzione. Questo naturalmente è un compito esclusivo del Parlamento, dopo aver ascoltato naturalmente tutti gli stakeholder o le parti interessate. Io penso a un meccanismo collegato al valore o all’incremento di produttività generato dall’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. Dobbiamo evitare però che si interrompa il legame tra produzione di valore e solidarietà sociale”.






