VENEZIA 83Foto Seven Springs 2026Segui Domani su Google11 settembre 2026 • 18:47L’opera di Ali Asgari permette di piangere da titolari di libero arbitrio, non per reazione pavloviana a ruffianate e violini. È una storia minima ma dentro c’è tutto l’Iran di questo 2026VENEZIA – È un vecchio luogo comune, che ogni tanto rigurgitiamo: non c’è niente che il cinema non possa dire nell’ora e mezzo canonica del buon tempo che fu. È (quasi) falso, come tutti i luoghi comuni, ma chi è allergico alla retorica come Superman alla kryptonite rischia di innamorarsi di Kami Nour (titolo italiano Un po’di luce) di Ali Asgari, che non a caso il concorso mette in risalto in chiusura. Dura 87 minuti e permette di piangere da titolari di libero arbitrio, non per reazione pavlovTeresa MarchesiCritica cinematografica e regista. Ha seguito per 27 anni come inviata speciale i grandi eventi di cinema e musica per il Tg3 Rai. Come regista ha diretto due documentari, Effedià - Sulla mia cattiva strada, su Fabrizio De André, presentato al Festival del Cinema di Roma e al Lincoln Center di New York, premiato con un Nastro d'Argento speciale, e Pivano Blues, su Fernanda Pivano. presentato in selezione ufficiale alla Mostra di Venezia e premiato come miglior film dalla Giuria del Biografilm Festival.
La perfezione in 87 minuti, Un po’ di luce è un film da Leoni
L’opera di Ali Asgari permette di piangere da titolari di libero arbitrio, non per reazione pavloviana a ruffianate e violini. È una storia minima ma dentro c’è tutto l’Iran di questo 2026











