Pubblicato il: 11/09/2026 – 18:56
di Fabio Benincasa
CAROLEI Le indagini della procura della Repubblica di Cosenza, guidata da Vincenzo Capomolla, che vedono coinvolto il sindaco di Carolei Francesco Iannucci, per il quale l’accusa è di contraffazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta, sono partite da una informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Polizia Ambientale. Secondo i militari, il sindaco «disponeva abitualmente l’immissione nella rete idrica comunale di acque provenienti dalla sorgente in località Rupi, in assenza di autorizzazione».
La rete idrica comunale
Gli accertamenti effettuati, avrebbero consentito di individuare il presunto sistema di captazione e ricostruire il percorso delle acque verso il serbatoio comunale. La fonte, da quanto emerso, sarebbe «risultata microbiologicamente contaminata anche nei controlli successivi del 2022». In buona sostanza l’acqua captata dalla sorgente, «tramite la pompa sommersa collocata presso la vasca interrata di località Appiè la Terra», sarebbe stata diretta al serbatoio comunale “Case Barone” e da lì distribuita alle utenze del territorio comunale, «pur nella consapevolezza sia dell’assenza di autorizzazione all’uso potabile della fonte, sia della già accertata contaminazione microbiologica della stessa emersa dagli accertamenti analitici e dai campionamenti eseguiti».Nel corso di un servizio di osservazione, controllo e pedinamento nei pressi dell’impianto, i militari hanno accertato quanto acquisito nel corso delle captazioni. In particolare, giunti sul posto, avrebbero accertato «l’effettivo avviamento della pompa in piena corrispondenza con quanto emerso dalle conversazioni telefoniche». Nella stessa giornata, sarebbero stati prelevati dei campioni di acqua «sia presso il pozzetto in cui era installata la pompa e sia presso un fontanino pubblico», i cui esiti avrebbero restituito la presenza di valori di «Escherichia coli, batteri coliformi ed enterococchi intestinali incompatibili con l’uso potabile».






