Pubblicato il: 11/09/2026 – 18:30
LAMEZIA TERME «Mentre il PD si prepara ad ospitare la Festa dell’Unità regionale, c’è una questione politica rimasta in sospeso che pesa come un macigno e sulla quale il gruppo dirigente lametino continua a non esprimersi: l’azzeramento della segreteria provinciale di Catanzaro». Lo si legge in una nota a firma degli esponenti Deborah Chirico, Giovanni Gallo, Antonio Sirianni, Giovanna Viola. «Non può essere liquidata – si legge – come un semplice incidente di percorso né di una normale dinamica interna. L’azzeramento della segreteria certifica il fallimento di un’intesa politica che aveva portato all’elezione del segretario provinciale e che oggi si è definitivamente sgretolata».
«Colpisce il silenzio del Pd di Lamezia»
«A dire il vero, che quell’accordo fosse fragile era evidente fin dall’inizio. Più che una convergenza fondata su una visione politica comune per il futuro della federazione provinciale, appariva come un’intesa costruita attorno alla gestione degli equilibri interni e alla distribuzione del potere. Un accordo scritto sulla sabbia, destinato inevitabilmente a crollare alla prima difficoltà. La cronaca di questi mesi sembra aver dato ragione a chi, sin dall’inizio, aveva espresso perplessità. Quando manca una piattaforma politica condivisa e prevalgono gli interessi delle diverse componenti, gli accordi durano fino a quando convengono ai contraenti. Poi arrivano le rotture, gli azzeramenti e le rese dei conti.Eppure, in tutta questa vicenda, colpisce il silenzio del gruppo dirigente del PD di Lamezia.Un silenzio ancora più incomprensibile se si considera il peso politico che la città aveva acquisito dopo le elezioni comunali. Il risultato ottenuto dal Partito Democratico, nonostante la sconfitta avrebbe legittimato, politicamente e numericamente, una rivendicazione forte della rappresentanza lametina ai vertici della federazione provinciale. Sarebbe stato del tutto naturale sostenere la candidatura di un segretario provinciale espressione della città di Lamezia Terme».







