Mollare tutto, aprire un chioschetto a Formentera. È un vagheggiamento che ha sfiorato tanti. Poi la fantasia sfuma e torna la routine. Il lavoro, anzi come si direbbe in neomilanese, “il feedback da deliverare al cliente, asap, prima che scheduli l’ennesimo follow-up per ricordarci che la deadline era ieri”, divora il sogno delle palme e pure i cocchi appesi. Tuttavia, non con un cocktail in mano, magari dandosi la carica con un espresso in più, c’è chi ha scelto di restare in Italia e comunque realizzare un’impresa. Cambiare vita, la propria o quella degli altri, innovando.Sono 98 le startup scelte da un comitato scientifico, fra 374 candidate, e nessuna con sede alle Baleari. L’Espresso le porta invece a Milano, il 17 e il 18 settembre, per la seconda edizione di Sette idee, il Festival dell’Italia che innova. Avranno a disposizione tre minuti, 180 secondi per convincere giuria e pubblico. Poi altri due minuti, per rispondere alle domande di un parterre composto dai vertici delle più grandi aziende del Paese. Novantotto volte, in due giorni. Le 14 imprese che raccoglieranno i punteggi più alti raggiungeranno la finale del concorso, che si celebrerà il prossimo dicembre a Roma.Ma allo STEP FuturAbility District, nel quartiere Vigentino, a un passo dal nuovo villaggio olimpico, non andrà in scena soltanto una sfida tra startupper. Fra una pitch competition e l’altra scenderanno nella stessa arena ministri, sottosegretari, parlamentari, presidenti di regione, leader di partito e i volti più promettenti della nuova classe dirigente. Dibatteranno sull’importanza dell’innovazione, sulle iniziative legislative necessarie per agevolarla e si confronteranno sui temi caldi dell’attualità politica, a un anno dalle elezioni.Un centinaio di startup, cinquanta relatori istituzionali, uno spazio che sarà alimentato da contributi tecnici e politici per 11 ore al giorno, dalle 10 del mattino alle 21. Senza pause. Intanto, un grande countdown su uno schermo sospeso scandirà i tempi delle giornate. Anche quei tre minuti che gli innovatori dovranno ottimizzare per la loro presentazione. Cosa entra in 180 secondi? Tutto, se il problema è urgente e la soluzione è brillante. Entrano le bucce di frutta – magari anche le noci di cocco – utili per il riciclo della batteria al litio. Due rifiuti, uno organico e uno elettronico, che si trasformano nella materia prima che l’Europa importa.In tre minuti, uno startupper potrà illuminare la platea con un’idea sul riuso. Dei lampioni, ad esempio, che cablati possono diventare colonnine di ricarica per chi non ha un box auto per il proprio veicolo elettrico. Durante il conto alla rovescia possono rientrare anche le biografie, come quella di chi ha collezionato cinque diagnosi diverse e poi ha costruito autonomamente un algoritmo in grado di aiutare l’anamnesi. Chi ha ricevuto una donazione di sangue e oggi lavora per digitalizzare i centri trasfusionali.È un’Italia che fa dell’ingegno la propria risorsa fondamentale. E sette, come le idee del titolo, sono gli ambiti in cui questo fermento si sviluppa: Educazione, formazione e welfare, Turismo, enogastronomia e ospitalità, Medicina e salute, Mobilità, energia e infrastrutture, Intelligenza artificiale, industria e spazio, Finanza e assicurazioni, Editoria indipendente.Quando cambieranno le luci, l’arena si predisporrà al confronto politico. Il governo sarà rappresentato dai ministri Adolfo Urso, Tommaso Foti, Paolo Zangrillo, Ma ria Elisabetta Alberti Casellati, dai viceministri Francesco Paolo Sisto ed Edoardo Rixi e dai sottosegretari Paola Frassinetti, Isabella Rauti e Luigi Sbarra. Poi toccherà ai territori, con Alessandra Todde, Eugenio Giani e Roberto Occhiuto che siederanno insieme sullo stesso palco: Sardegna, Toscana e Calabria. Dalla Toscana arriverà anche il sottosegretario Bernard Dika, dalla Lombardia il consigliere Paolo Romano. E ci sarà Milano, che si racconterà con il sindaco Giuseppe Sala, la vicesindaca Anna Scavuzzo, l’assessora allo Sviluppo economico Alessia Cappello. Da Bruxelles saranno accolti quattro eurodeputati: Brando Benifei, Pasquale Tridico, Pierfrancesco Maran e Nicola Zingaretti, che chiuderà la prima giornata con il lancio dell’Espresso Academy.Il festival vedrà il confronto tra Nicola Fratoianni e Maurizio Lupi, il segretario di Sinistra italiana e il presidente di Noi Moderati, poco dopo Carlo Calenda. Interverrà anche il segretario di Forza Italia Giovani, Simone Leoni. E ancora saranno presenti la vicepresidente della Camera Anna Ascani, i deputati Benedetto Della Vedova, Stefano Candiani e Fabrizio Benzoni, i senatori Francesco Boccia, Stefano Patuanelli e Barbara Floridia, il presidente di +Europa Matteo Hallissey. Nell’arena scenderanno anche due ex presidenti del Consiglio, Massimo D’Alema e Matteo Renzi, che chiuderà la manifestazione allo STEP, a pochi metri dall’area che per un secolo è stata uno scalo ferroviario. Di lì si partiva. Il 17 e il 18 settembre, invece, si arriverà, con l’azienda intera dentro una cartellina e 180 secondi per raccontarla.
Sette idee: il Festival dell'Italia che innova
L'Espresso porta a Milano, il 17 e 18 settembre, la sfida tra 98 startup. Con loro anche un confronto con ministri, leader di partito e protagonisti della polit









