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Come ogni altro sport, prodotto, contenuto o evento, anche l’atletica leggera deve restare attuale e, soprattutto, interessante per un pubblico quanto più vasto e giovane possibile. L’atletica leggera però è difficile da cambiare: i 100 metri sono sempre i 100 metri, non c’è molto spazio per inventarsi altro. Eppure la World Athletics, la sua federazione mondiale, ci proverà questo weekend con il World Athletics Ultimate Championship, un evento che tenta di fare le cose in un altro modo.

L’Ultimate – organizzato a Budapest, in Ungheria, nelle sere dall’11 al 13 settembre, con dirette su Rai e Sky – punta a essere più accattivante, più avvincente e più facile da seguire. Avrà un prato nero, la sabbia rosa, una pista illuminata solo dove serve, i migliori atleti al mondo in gara, una canzone ufficiale scritta da uno di loro, 10 milioni di dollari di montepremi e quasi solo finali (al massimo qualche semifinale).

Non avrà nemmeno podi o medaglie. A ogni partecipante sarà dato un braccialetto, che solo vincitori e vincitrici potranno usare per completare il trofeo. Non ci saranno gare che si sovrapporranno l’una con l’altra (cosa assai frequente nell’atletica) e per far sì che le sue tre serate durino meno di tre ore alcune discipline non ci saranno.