| 11 Settembre 2026 17:03 |

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(Adnkronos) – In Italia vivono oltre 154mila uomini e donne con una diagnosi di tumore del rene. È una forma di cancro molto insidiosa, difficile da diagnosticare precocemente e con un forte impatto sulla vita dei pazienti e dei caregiver. A loro è dedicato il documentario ‘Il filo di Arianna’, di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni, con il patrocinio di Anture-Associazione nazionale tumore del rene e il contributo non condizionante di Ipsen. È un’opera incentrata sul viaggio umano e scientifico di pazienti, caregiver e medici che ogni giorno, in modo diverso, affrontano questa neoplasia. A guidare lo spettatore in questo racconto intimo sono il volto e la voce dell’attrice Giuliana De Sio. La pellicola – informa una nota – è stata presentata ieri in occasione della 83esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia all’interno della rassegna ‘Venezia26’ di Giffoni Innovation Hub.

Il racconto intende rileggere l’esperienza oncologica con una metafora: la diagnosi del carcinoma renale coincide con l’ingresso in un labirinto. Un luogo fitto e sconosciuto in cui le coordinate personali si azzerano e subentra la paura. Nel percorso dalla diagnosi alla cura il paziente e la sua famiglia devono attingere a risorse interiori profonde per non perdersi, trovare un nuovo equilibrio. Lungo questo cammino tortuoso emergono però degli alleati fondamentali: l’équipe medica e la ricerca scientifica, che assumono le sembianze del leggendario ‘filo’, l’unica vera guida per ritrovare la strada verso l’uscita. Dopo la prima visione su La7, il documentario è ora disponibile su Amazon Prime Video.