«Oggi rinnoviamo il sacro giuramento che prestammo per la prima volta un quarto di secolo fa: non dimenticheremo mai, mai i loro nomi. È per questo che combattiamo oggi. Non abbiamo scelta. L'unica opzione è la vittoria. Combattiamo con determinazione, combattiamo per vincere». Lo ha detto Donald Trump, parlando al Pentagono alla cerimonia commemorativa dell'11 Settembre.
«In giorni come l'11 settembre, capiamo di che pasta è davvero fatto un Paese. In questo momento stiamo scoprendo di che pasta siamo fatti». Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, nel suo discorso al Pentagono a 25 anni dalla tragedia. «Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all'inferno - ha proseguito - E le petroliere sul fondo dell'oceano, dove meritano di stare, e stiamo facendo in modo che l'Iran non abbia mai un'arma nucleare. La pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia».La cerimonia «Voglio dire qualcosa di molto personale: quelli di noi che avevano l'autorità non si accorsero della natura del pericolo in tempo per prevenire l'attacco dell'11 settembre. Abbiamo fatto quello che sapevamo fare ma, per definizione, non è stato abbastanza». Così Condoleeza Rice, che era consigliere per la Sicurezza Nazionale di George Bush al momento degli attacchi di 25 anni fa, ha ammesso che avrà «sempre un grande rimorso per il dolore che voi, le famiglie dei caduti, ancora provate e il trauma che ha sofferto il nostro Paese» nel discorso pronunciato durante la cerimonia di commemorazione delle vittime al Pentagono.










