Il servizio Copernicus per il cambiamento climatico dell'Unione Europea ha certificato che agosto si � chiuso a pari merito con luglio 2023 come mese pi� caldo mai registrato a livello globale. La temperatura media del mese � risultata di 1,65�C sopra la media del periodo 1850-1900, quello preso come riferimento preindustriale. Il dato supera di nuovo la soglia critica di 1,5�C che i governi si erano posti come limite da non oltrepassare stabilmente.

Un singolo mese sopra questa soglia non equivale a un suo superamento permanente, ma il segnale della tendenza resta netto. Copernicus attribuisce il picco alla combinazione fra il riscaldamento di fondo dovuto ai combustibili fossili e l'influenza di El Ni�o, il fenomeno oceanico che spinge calore aggiuntivo verso l'atmosfera nel Pacifico. L'estate appena conclusa � risultata inoltre la pi� calda mai registrata per l'Europa occidentale, superando anche i valori estremi del 2003.

Un moltiplicatore nascosto nei modelli

Il quadro si complica con i risultati di un nuovo studio pubblicato su Environmental Research Letters, firmato da Sam Abernethy di Spark Climate Solutions insieme a ricercatori di Stanford University, Environmental Defense Fund e Woodwell Climate Research Center. Il lavoro quantifica per la prima volta l'effetto combinato di quattro meccanismi di retroazione naturale, quelli innescati dal riscaldamento stesso: lo scioglimento del permafrost, gli incendi boschivi, le zone umide e i laghi.