Agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato. Secondo i dati di Copernicus, il servizio di osservazione satellitare dell'Unione Europea, la temperatura mondiale il mese scorso è arrivata a 16,96 gradi, 1,65 in più rispetto alla media preindustriale. È la prima volta da novembre 2025 che si supera di almeno un grado e mezzo - la soglia fissata dagli accordi di Parigi - il livello medio registrato dal 1850 al 1900. Oltre al dato mensile, il mese appena trascorso segna anche la chiusura del periodo estivo - da giugno ad agosto - più caldo di sempre nell'Europa occidentale, superando il record del 2003."Agosto 2026 è stato un mese significativo nella storia climatica globale - racconta Samantha Burges, responsabile strategica per il clima del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine -. Queste osservazioni mostrano come il cambiamento climatico stia determinando fenomeni estremi sia nell'atmosfera che negli oceani".Ad agosto la temperatura media superficiale degli oceani extrapolari - fra i 60 gradi di latitudine nord e sud - ha raggiunto in media i 21,07 gradi, il record precedente per lo stesso mese erano i 20,98 del luglio 2023. È anche il livello più alto considerando tutti i mesi dell'anno, alla pari con le rilevazioni di marzo 2024. Agli effetti del riscaldamento globale si sono sommati quelli di El Niño, un fenomeno periodico legato all'azione degli alisei che comporta un ulteriore innalzamento delle temperature nell'area tropicale del Pacifico."L'impatto di queste condizioni si fa sentire sempre di più nelle comunità, nelle economie e negli ecosistemi di tutto il mondo", continua Burges. Al di là delle statistiche il continuo aggiornamento al rialzo dei numeri del cambiamento climatico si traduce in effetti evidenti in molte regioni. Varie aree dell'Europa occidentale e centrale sono state oggetto di una siccità intensa e da condizioni di aridità diffusa soprattutto in Francia, Regno Unito, Ungheria, Romania e Serbia, con incendi in diverse aree del continente. Nelle regioni più colpite, le portate dei principali fiumi sono state eccezionalmente basse. Fra i bacini che hanno sofferto maggiormente ci sono quelli del Danubio, del Bug meridionale e del Dnepr. Come spiega Copernicus, il deficit pluviometrico di agosto nell'Europa occidentale "è stato meno grave rispetto a quello registrato all'inizio della stagione ed è risultato più marcato a est e a sud-est. Ciononostante, i suoli superficiali hanno mostrato livelli di umidità eccezionalmente bassi in tutte le aree colpite da siccità, riflettendo le conseguenze dei mesi precedenti".All'interno del report viene segnalata anche una riduzione delle calotte glaciali in vari settori dell'Artico, mentre in Antartide la superficie dell'area coperta dai ghiacci è stata la quarta meno estesa per il mese in tutta la serie storica.